Do diesis sulla chitarra: accordo, barrè e alternative facili

Elio Mariani • 25 settembre 2026
Dito che preme le corde della chitarra per creare un accordo.

Indice

Il do diesis sulla chitarra può indicare una singola nota oppure l’accordo maggiore completo, e confondere i due casi è molto comune. Qui mostro dove trovare la nota sulla tastiera, come formare il barrè di Do♯ maggiore, quali alternative usare e come esercitarsi senza irrigidire la mano.

Il modo più pratico per suonare il Do♯

  • Nota singola: il Do♯ si trova, tra gli altri punti, sul 5° tasto della seconda corda.
  • Accordo maggiore: la posizione più usata è il barrè x46664.
  • Accordo minore: Do♯ minore si forma facilmente con x46654.
  • Alternativa semplice: un capotasto al 4° tasto permette di usare la forma aperta di Do.
  • Controllo essenziale: ogni corda deve suonare pulita, senza ronzii o note soffocate.

Prima distinzione tra nota e accordo

Una nota è un singolo suono, mentre un accordo riunisce più note suonate insieme. Quando si parla di Do♯ sulla chitarra, quindi, bisogna capire se si vuole eseguire il suono in una melodia oppure accompagnare un brano con l’accordo di Do♯ maggiore.

Il Do♯ è il semitono sopra il Do e ha lo stesso suono del Re♭, anche se i due nomi non hanno sempre la stessa funzione nella scrittura musicale. Nell’accordo maggiore troviamo Do♯, Mi♯ e Sol♯; il Mi♯ ha la stessa altezza del Fa, ma viene scritto così perché svolge il ruolo di terza maggiore dell’accordo.

Dove trovare il Do♯ sulla tastiera

In accordatura standard, cioè Mi-La-Re-Sol-Si-Mi, la nota compare in molte posizioni. Per iniziare consiglio di memorizzare quelle più comode, perché aiutano anche a costruire scale, riff e linee melodiche.

Corda Tasto Indicazione pratica
6ª corda, Mi basso 9° tasto Utile per orientarsi verso il barrè a forma di Mi
5ª corda, La 4° tasto È la fondamentale dell’accordo a forma di La
4ª corda, Re 6° tasto Comoda nei fraseggi sulle corde centrali
3ª corda, Sol 6° tasto Utile per piccole melodie e triadi
2ª corda, Si 2° tasto La posizione più semplice per esercitarsi sulla nota singola
1ª corda, Mi cantino 9° tasto Produce un Do♯ acuto e brillante

Per verificare di aver trovato la nota giusta, confrontala con il Do naturale sul tasto precedente della stessa corda oppure usa un accordatore cromatico. Io preferisco partire dalla seconda corda al 2° tasto, perché è facilmente raggiungibile e rende evidente la distanza di un semitono dal Do della prima posizione.

Come formare il Do♯ maggiore con il barrè

La posizione più completa è il barrè a forma di La sul 4° tasto. Il dito indice copre le corde dal quinto tasto in poi, mentre anulare e medio completano la forma dell’accordo.

  1. Appoggia l’indice sul 4° tasto dalla quinta alla prima corda.
  2. Premi la quinta corda con l’anulare al 6° tasto.
  3. Premi la quarta, la terza e la seconda corda al 6° tasto usando anulare, mignolo e medio, oppure una posizione compatta con l’anulare.
  4. Suona dalla quinta corda verso il cantino, lasciando muta la sesta.

La diteggiatura viene spesso indicata come x46664. La “x” significa che la sesta corda non deve essere suonata. Se il barrè risulta ancora difficile, puoi usare una versione ridotta come x4666x, che contiene già le note necessarie per riconoscere l’accordo, anche se il suono sarà meno pieno.

Un’altra forma molto utile è il barrè a forma di Mi al 9° tasto, indicato come 966999. È più impegnativo per chi comincia, ma diventa prezioso quando una progressione passa da Do♯ a La, Si o Mi, perché la posizione si sposta facilmente lungo la tastiera.

Alternative più facili per principianti

Il barrè completo non è l’unica soluzione. Se stai imparando da poco, insistere subito sulla posizione più difficile può creare tensione e scoraggiamento. Per accompagnare una canzone, spesso è meglio scegliere una forma parziale che suoni pulita.

Usare il capotasto

Con un capotasto al 4° tasto, la forma aperta di Do maggiore produce il suono di Do♯ maggiore. È un metodo rapido e musicale, soprattutto per brani costruiti con accordi aperti come Do, Sol, La minore e Fa.

Il compromesso è semplice: il capotasto cambia l’altezza di tutte le corde, quindi devi trasporre mentalmente gli accordi scritti. Non è una scorciatoia “sbagliata”; è una soluzione concreta quando vuoi suonare il brano senza aspettare settimane per padroneggiare il barrè.

Leggi anche: Suonare il sax è difficile? La verità su imboccatura e respiro

Suonare solo le corde centrali

Per un accompagnamento leggero puoi limitarti alle corde dalla quinta alla seconda, evitando la sesta e il cantino se non riesci ancora a controllarli. Questa versione ridotta funziona bene nel pop, nel rock e in molti accompagnamenti latinoamericani, dove il ritmo della mano destra conta più della quantità di corde suonate.

Se invece ti serve Do♯ minore, la posizione a forma di La minore è x46654. La differenza sta nella terza minore, che rende il colore più scuro e malinconico. Controllare questo dettaglio evita uno degli errori più frequenti, cioè suonare un accordo maggiore quando lo spartito richiede C♯m.

Come rendere il barrè pulito

Il problema principale non è la forza, ma l’angolazione della mano. Tieni il pollice dietro al manico, più o meno all’altezza dell’indice, e prova a usare il lato dell’indice invece della parte morbida e centrale del dito. In questo modo diminuiscono i ronzii e serve meno pressione.

Procedi corda per corda invece di strimpellare subito tutto l’accordo. Premi la posizione, pizzica ogni corda e correggi soltanto quella che non suona. Questo esercizio richiede pochi minuti, ma insegna alla mano la precisione che manca quando si cerca di stringere il manico con troppa energia.

  • Non piegare il polso in modo eccessivo.
  • Non appoggiare il dito indice esattamente sulle corde con tutta la sua parte piatta.
  • Non colpire la sesta corda nella forma x46664.
  • Controlla che l’accordatura sia corretta prima di giudicare il risultato.
  • Fai pause brevi se avverti dolore, perché la tensione rallenta l’apprendimento.

Per esercitarti, alterna Do♯ maggiore e La maggiore spostando il barrè senza sollevare completamente la mano. Cinque minuti al giorno sono più utili di una sessione lunga e sporadica, soprattutto nelle prime settimane.

Il Do♯ che resta davvero sotto le dita

Per una melodia ti basta individuare una singola posizione, come il 2° tasto della seconda corda. Per l’accompagnamento, invece, partirei dalla forma x46664 e passerei alla versione con capotasto quando il barrè diventa stancante o non serve un suono particolarmente pieno.

La cosa più importante è ascoltare il risultato, non inseguire una diteggiatura perfetta sulla carta. Quando ogni corda suona nitida e riesci a cambiare accordo senza irrigidirti, il Do♯ smette di essere una posizione difficile e diventa semplicemente un altro colore musicale a disposizione della tua chitarra.

Domande frequenti

In accordatura standard, una posizione semplice è il 2° tasto della seconda corda, Si. Il Do diesis si trova anche sul 4° tasto della quinta corda, sul 6° tasto della quarta e della terza corda e sul 9° tasto della sesta e della prima corda.

La forma più usata è il barrè a forma di La sul 4° tasto, indicato come x46664. L’indice copre le corde dal quinto tasto in poi, mentre le altre dita completano la forma; la sesta corda resta muta.

Puoi applicare un capotasto al 4° tasto e usare la forma aperta di Do maggiore, ottenendo il suono di Do diesis maggiore. In alternativa, puoi suonare una versione ridotta sulle corde centrali, come x4666x.

Il Do diesis maggiore usa la diteggiatura x46664, mentre il Do diesis minore può essere formato con x46654. La differenza è nella terza, che nel minore diventa minore e produce un colore più scuro.

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Autor Elio Mariani
Elio Mariani
Mi chiamo Elio Mariani e ho sei anni di esperienza nel campo della musica, danza e cultura latinoamericana. La mia passione per queste tematiche è nata durante un viaggio in Sud America, dove ho avuto l'opportunità di immergermi in ritmi, tradizioni e storie che mi hanno affascinato profondamente. Da allora, ho dedicato il mio lavoro a esplorare e condividere le ricchezze di questa cultura vibrante, cercando di rendere accessibili anche gli aspetti più complessi. Scrivo articoli che spaziano dalla musica alle danze tradizionali, analizzando le tendenze attuali e le influenze storiche. Mi impegno a fornire informazioni accurate e aggiornate, verificando sempre le fonti e confrontando diverse prospettive. La mia missione è quella di semplificare argomenti che possono sembrare difficili, rendendoli comprensibili e coinvolgenti per tutti. Spero di poter accompagnare i lettori in questo affascinante viaggio attraverso la cultura latinoamericana.

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