Una chitarra leggermente scordata può rendere imprecisi gli accordi, falsare i riff e scoraggiare anche chi sta imparando. In questa guida spiego come accordare la chitarra usando un accordatore, un’app o il solo orecchio, con una procedura semplice, i riferimenti delle sei corde, gli errori più comuni e i casi in cui conviene scegliere un’accordatura alternativa.
La strada più rapida per ottenere un suono pulito
- Accordatura standard: dalla sesta alla prima corda, Mi, La, Re, Sol, Si, Mi.
- Metodo consigliato: un accordatore cromatico, meglio ancora a clip in ambienti rumorosi.
- Procedura corretta: suonare una corda alla volta e regolare lentamente la meccanica.
- Riferimento abituale: La a 440 Hz, salvo diverse indicazioni del brano o del gruppo.
- Controllo finale: ripetere il giro almeno una seconda volta perché la tensione delle corde si assesta.
Le note dell’accordatura standard e la preparazione
La configurazione più usata è l’accordatura standard, indicata anche con la sequenza internazionale E-A-D-G-B-E. In italiano, partendo dalla corda più spessa e arrivando a quella più sottile, si legge così:
| Corda | Posizione | Nota | Sigla |
|---|---|---|---|
| 6ª | Più spessa | Mi grave | E |
| 5ª | La | A | |
| 4ª | Re | D | |
| 3ª | Sol | G | |
| 2ª | Si | B | |
| 1ª | Più sottile | Mi acuto | E |
Prima di iniziare, appoggio la chitarra in una posizione comoda e lascio libere le mani. Controllo anche che l’accordatore sia impostato su chitarra cromatica e, quando previsto, sul riferimento di 440 Hz. Sulla chitarra elettrica uso un segnale pulito e tengo basso il volume dell’amplificatore, mentre con una classica o un’acustica preferisco un accordatore a clip se c’è rumore intorno.
La corda va pizzicata a vuoto, senza premere alcun tasto. Se il display mostra una nota diversa da quella desiderata, non bisogna girare la meccanica alla cieca: prima si identifica la nota visualizzata, poi si aumenta o si riduce la tensione con piccoli movimenti.
Come regolare ogni corda con un accordatore
Io parto quasi sempre dalla sesta corda e procedo verso la prima. L’ordine non è obbligatorio, ma seguire sempre lo stesso percorso riduce gli errori, soprattutto quando si è agli inizi.
- Suona la corda a vuoto con un pizzico deciso ma non troppo forte.
- Osserva la nota indicata dal display e verifica che corrisponda alla corda.
- Se il suono è troppo grave, aumenta lentamente la tensione.
- Se è troppo acuto, allenta leggermente la corda e poi risali verso la nota.
- Quando l’indicatore è al centro o segnala che la nota è intonata, ripeti il controllo.
Il passaggio più importante è arrivare alla nota finale dal basso. Se supero il punto giusto e torno indietro allentando la corda, la tensione sulla meccanica può assestarsi e il risultato diventa meno stabile. Per questo preferisco scendere un po’ e risalire con movimenti minimi.
Dopo aver regolato tutte le corde, suono un accordo aperto, per esempio Mi maggiore o Sol maggiore, e poi ripeto l’intero giro. È normale che la prima regolazione cambi leggermente le corde vicine, perché il manico e il ponte reagiscono alla variazione complessiva di tensione.
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Accordatore a clip, app o pedale
L’accordatore a clip rileva le vibrazioni del legno e funziona molto bene con chitarre acustiche e classiche. È la soluzione che consiglio ai principianti perché resta leggibile anche in una stanza rumorosa e non richiede microfoni esterni.
Le app per smartphone sono comode e spesso sufficienti per esercitarsi a casa, ma il microfono può confondere la chitarra con voci, televisione o altri strumenti. Il pedale è più pratico per chi suona dal vivo, mentre un accordatore cromatico consente di lavorare anche con accordature non standard.
Quale metodo scegliere quando non hai un tuner
Esistono diversi sistemi, ma non hanno tutti la stessa precisione. Nella mia esperienza il confronto è semplice: l’accordatore elettronico è il punto di partenza più affidabile, mentre l’accordatura a orecchio è soprattutto un’abilità da costruire nel tempo.
| Metodo | Vantaggio principale | Limite | Quando usarlo |
|---|---|---|---|
| Accordatore cromatico | Precisione e rapidità | Richiede batteria o dispositivo | Studio, prove e registrazioni |
| App per smartphone | Disponibilità immediata | Soffre il rumore ambientale | Casa e pratica quotidiana |
| Confronto tra corde | Non richiede strumenti | È un’accordatura relativa | Quando una corda è già corretta |
| Diapason o nota esterna | Offre un riferimento reale | Serve un buon orecchio | Allenamento e situazioni senza tuner |
Per accordare a orecchio, si può usare una corda già intonata come riferimento. Il quinto tasto della sesta corda produce la stessa nota della quinta corda a vuoto; lo stesso principio vale tra quinta e quarta, quarta e terza, mentre tra terza e seconda bisogna usare il quarto tasto. Tra seconda e prima si torna al quinto tasto.
Questo metodo non stabilisce da solo l’altezza assoluta dello strumento. Se la prima corda è troppo grave o troppo acuta, tutte le altre corde potranno essere coerenti tra loro ma non corrispondere al La a 440 Hz. Per suonare con una base, un pianoforte o altri musicisti preferisco quindi verificare sempre il risultato con un riferimento esterno.
Accordature alternative per cambiare il carattere dello strumento
La standard va bene per la maggior parte degli esercizi, degli accordi e delle tablature, ma non è l’unica possibilità. Abbassare o modificare alcune corde può rendere più semplici certi accordi, dare un suono più grave o favorire uno stile preciso.
| Accordatura | Note dalla 6ª alla 1ª | Perché usarla |
|---|---|---|
| Standard | Mi-La-Re-Sol-Si-Mi | Metodo universale per studio e repertorio comune |
| Drop D | Re-La-Re-Sol-Si-Mi | Riff più profondi e accordi di Re con una sola diteggiatura |
| Un semitono sotto | Mib-Lab-Reb-Solb-Sib-Mib | Tensione leggermente più morbida e tonalità più bassa |
| DADGAD | Re-La-Re-Sol-La-Re | Accordi aperti, bordoni e sonorità folk |
Con un’accordatura alternativa cambiano anche le diteggiature conosciute. Non conviene abbassare le corde solo perché sembrano più facili da premere, soprattutto se poi si suona sopra una registrazione in tonalità standard. Prima di modificare il setup, controllo sempre la tonalità del brano e il tipo di corde montate.
Su una chitarra a dodici corde il principio generale resta simile, ma ogni coppia deve essere controllata con attenzione. Le corde abbinate possono essere all’unisono oppure a distanza di ottava, quindi un accordatore deve ricevere un segnale chiaro e isolato.
Gli errori che fanno perdere stabilità all’accordatura
Il problema più comune non è l’accordatore, ma il modo in cui si usa. Pizzicare con troppa forza fa oscillare l’indicatore e può far sembrare instabile una corda che in realtà è quasi corretta. Aspetto qualche secondo e pizzico sempre con la stessa intensità.
Un altro errore è girare troppo la meccanica. Le regolazioni efficaci sono spesso di pochi gradi, non di mezzo giro. Se la corda continua a scordarsi dopo pochi minuti, controllo l’avvolgimento sulla meccanica, il capotasto e il ponte prima di dare la colpa al tuner.
- Corde vecchie: possono perdere elasticità e mantenere male l’intonazione.
- Cambi di temperatura: il legno e le corde reagiscono all’ambiente, soprattutto dopo il trasporto.
- Meccaniche lente: se hanno gioco, la tensione non rimane costante.
- Corda montata male: spire disordinate o insufficienti favoriscono lo scivolamento.
- Intonazione compromessa: se la corda è giusta a vuoto ma stona molto sui tasti alti, il problema può richiedere una regolazione del ponte.
Quando cambio le corde, faccio un primo giro di accordatura, tiro con delicatezza ogni corda verso l’alto e ricontrollo. Questo aiuta ad assestare il nuovo set, ma non bisogna esagerare: una trazione brusca può danneggiare la corda o il ponte, soprattutto su una chitarra classica.
La piccola routine che mantiene la chitarra pronta
Prima di esercitarmi impiego meno di un minuto per controllare le sei corde. Verifico prima la più grave e la più acuta, poi passo rapidamente sulle altre: se queste due sono molto fuori, spesso anche il resto dello strumento richiede un giro completo.
Per iniziare, la combinazione più pratica è un accordatore a clip, un riferimento a 440 Hz e una procedura sempre uguale. L’orecchio crescerà con l’uso, ma non c’è alcun vantaggio nel fare pratica su una chitarra volutamente stonata.
Una chitarra accordata non risolve ogni problema tecnico, però rende immediatamente più chiari ritmo, diteggiatura e intonazione. Bastano controlli brevi e regolari per suonare con più sicurezza e capire subito se una difficoltà dipende davvero dalle mani oppure semplicemente da una corda fuori posto.
