Scegliere il primo strumento non significa soltanto decidere quale forma o colore ti piace di più. La chitarra può accompagnare una voce, sostenere un ritmo latinoamericano, entrare in una band rock o diventare uno strumento solista, ma ogni versione richiede un approccio diverso. In questa guida chiarisco come è costruita, quali sono le principali tipologie, quanto può costare e quale scelta ha più senso per iniziare.
La scelta giusta dipende dal suono che vuoi ottenere
- Tre famiglie principali: classica, acustica ed elettrica.
- La versione classica usa corde in nylon, più morbide per chi comincia.
- Il modello acustico ha un suono brillante e funziona bene per canto, pop, folk e ritmi latinoamericani.
- La chitarra elettrica richiede quasi sempre amplificatore e accessori aggiuntivi.
- Per un primo acquisto dignitoso, considera circa 120-250 euro per classica o acustica e 200-500 euro per un set elettrico completo.

Che cos’è e come produce il suono
Si tratta di uno strumento a corde pizzicate. Quando una corda viene fatta vibrare con le dita o con il plettro, il suono viene trasmesso al corpo dello strumento oppure a un sistema elettronico, a seconda del modello.
La struttura di base comprende cassa armonica, manico, tastiera, ponte e paletta. La tastiera è la parte su cui si premono le corde per cambiare altezza alle note, mentre il ponte trasferisce la vibrazione alla cassa o ai sensori.
Nella configurazione più comune ci sono sei corde, accordate dal suono più grave a quello più acuto in Mi, La, Re, Sol, Si, Mi. Un accordatore elettronico rende l’operazione molto più semplice, soprattutto nei primi mesi, quando l’orecchio non riconosce ancora con sicurezza ogni nota.
La forma a otto non è soltanto decorativa. Aiuta a distribuire il volume e rende lo strumento comodo da appoggiare sul corpo. Nella mia esperienza, però, la comodità dipende ancora di più da peso, larghezza del manico e altezza delle corde rispetto dall’aspetto esteriore.
Classica, acustica o elettrica
Le tre varianti principali non sono semplici versioni estetiche dello stesso oggetto. Cambiano materiali, tecnica, amplificazione, repertorio e persino la sensazione sotto le dita.
| Tipologia | Corde | Suono e utilizzo | Per chi è adatta |
|---|---|---|---|
| Classica | Nylon | Caldo, morbido, definito | Studio, musica classica, flamenco, accompagnamento tranquillo |
| Acustica | Metallo | Brillante, diretto, più proiettato | Cantautori, pop, folk, country e ritmi latinoamericani |
| Elettrica | Metallo | Dipende da pickup, amplificatore ed effetti | Rock, blues, jazz, funk, metal e musica dal vivo |
La versione classica
Le corde in nylon esercitano generalmente una pressione più gentile sui polpastrelli. Il manico è più largo e invita a una posizione ordinata delle dita, utile per imparare arpeggi, lettura musicale e tecnica a pizzico.
Non è però corretto considerarla soltanto uno strumento per principianti. È indispensabile in molta musica colta, nel flamenco e in numerosi arrangiamenti intimi. La sceglierei per chi ama un timbro rotondo e vuole suonare senza amplificazione in casa.
La versione acustica
Le corde metalliche producono un attacco più brillante e una maggiore presenza sonora. È una scelta naturale per accompagnare il canto con accordi, ritmi sincopati e pattern ripetitivi, anche se all’inizio può affaticare di più le dita.
Nel repertorio latinoamericano può funzionare molto bene per popolare, cantautorato, bossa nova e brani ritmici. Bisogna però distinguere il suo ruolo da quello di strumenti come cuatro, charango e requinto, che appartengono a tradizioni specifiche e hanno dimensioni, accordature e funzioni diverse.
La versione elettrica
Il corpo può essere pieno o semiacustico e il suono viene catturato dai pickup magnetici, che trasformano la vibrazione delle corde in un segnale da inviare all’amplificatore. Senza amplificazione il volume resta basso, quindi l’acquisto non si esaurisce nello strumento.
È la scelta più coerente per chi sogna assoli, bending, riff e sonorità modellate con effetti. Non la consiglierei automaticamente a tutti i principianti, ma nemmeno la escluderei: la motivazione personale conta più di una regola generale.
Come scegliere il primo strumento senza spendere male
Prima del prezzo, definisci il modo in cui immagini di suonare. Se vuoi accompagnare canzoni in casa, una classica o un’acustica può bastare. Se pensi già a una band rock o blues, partire con un’elettrica ha più senso perché ti permette di studiare fin da subito tecniche specifiche.
- Classica se dai priorità al comfort iniziale, alla musica strumentale e a un suono morbido.
- Acustica se vuoi cantare, suonare accordi aperti e ottenere un volume naturale più deciso.
- Elettrica se ti attirano riff, assoli, effetti e repertori moderni.
Come riferimento realistico, una prima classica o acustica affidabile si trova spesso tra 120 e 250 euro. Per una elettrica bisogna aggiungere amplificatore, cavo, tracolla e accordatore, quindi un set realmente utilizzabile può richiedere circa 200-500 euro.
Spendere pochissimo non è sempre un affare. Uno strumento con corde troppo alte, manico scomodo o meccaniche instabili può rallentare lo studio e far sembrare difficile ciò che invece dipende dalla regolazione. Io controllerei sempre che le corde non siano eccessivamente lontane dalla tastiera e che ogni nota suonata al dodicesimo tasto resti intonata.
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Le dimensioni contano
Per bambini e ragazzi esistono misure ridotte, spesso indicate come 1/2, 3/4 o 7/8. Non sono soltanto versioni più piccole per estetica: una scala adeguata permette di raggiungere meglio i tasti e riduce tensioni inutili su spalle e polsi.
Per un adulto, la misura standard è generalmente la scelta più semplice, ma chi ha mani piccole può preferire un manico più stretto o una cassa compatta. Provare lo strumento seduti per almeno qualche minuto è più utile di giudicarlo da una fotografia.
Il ruolo nella musica latinoamericana
In molti generi latinoamericani lo strumento non serve soltanto a eseguire accordi. Può creare il basso, rispondere alla voce, sostenere una clave ritmica o disegnare brevi frasi melodiche tra un verso e l’altro.
Nel bolero, per esempio, il tocco morbido e gli arpeggi aiutano a costruire un’atmosfera intima. Nella bossa nova contano il controllo del pollice e la precisione sincopata, mentre in repertori più vicini al pop latino è spesso decisiva la regolarità della mano destra.
Per questo non basta sapere quale modello abbia il suono più forte. Serve capire quale gesto musicale vuoi imparare. Una classica può essere ideale per studiare accompagnamenti delicati, mentre un’acustica con corde metalliche offre più attacco quando il ritmo deve restare in primo piano.
Le tradizioni regionali mostrano anche quanto sia ampia la famiglia degli strumenti a corde. Il cuatro venezuelano, il charango andino e il requinto messicano non sono semplici chitarre in formato ridotto, ma strumenti con identità proprie. Conoscerli aiuta a comprendere meglio la varietà della cultura musicale latinoamericana.
Le prime abilità da sviluppare
All’inizio molti si concentrano sulla mano che preme le corde e trascurano quella che produce il ritmo. Io darei la stessa attenzione a entrambe, perché un accordo semplice suonato con tempo instabile risulta meno musicale di una progressione elementare eseguita con ritmo costante.
- Impara a riconoscere le sei corde e l’accordatura standard.
- Studia pochi accordi aperti, ma cambiali lentamente senza interrompere il battito.
- Esercita pennate regolari con il metronomo, iniziando da circa 60 battiti al minuto.
- Aggiungi arpeggi e semplici accordi barré solo quando la mano resta rilassata.
- Suona brani completi, anche facili, invece di accumulare soltanto esercizi.
Il dolore leggero ai polpastrelli può comparire nelle prime settimane, soprattutto con corde metalliche. Dolore persistente, formicolio o tensione al polso non vanno ignorati: di solito indicano una postura da correggere, un’eccessiva pressione delle dita o uno strumento regolato male.
La manutenzione di base è semplice. Pulisci le corde dopo aver suonato, conserva lo strumento lontano da fonti di calore e umidità estrema e cambia le corde quando il suono diventa opaco o l’accordatura resta instabile. Una regolazione professionale può costare circa 30-80 euro, ma spesso migliora più l’esperienza di un accessorio costoso.
Il dettaglio che fa davvero partire lo studio
Non esiste una tipologia migliore in assoluto. Esiste quella che ti fa venire voglia di prendere lo strumento ogni giorno e che corrisponde alla musica che vuoi ascoltare dalle tue mani.
Se sei indeciso, scegli un modello semplice, ben regolato e comodo, poi dedica 15-20 minuti quotidiani a ritmo, accordi e brani reali. La costanza trasforma una buona scelta in un percorso musicale, mentre il modello più costoso non può sostituire pratica, ascolto e pazienza.
