Le tablature sono il modo più rapido per leggere un brano sulla chitarra senza passare prima da una notazione tradizionale più complessa. In questa guida vedo con te come interpretare righe, numeri e simboli, come capire il ritmo quando non è scritto in modo perfetto e quali errori evitano davvero di suonare “a tentoni”.
Le basi che ti servono per leggere una tab senza perdere tempo
- Le righe della tab rappresentano le 6 corde della chitarra, non i pentagrammi della musica classica.
- I numeri indicano il tasto da premere; 0 significa corda a vuoto.
- Le note si leggono da sinistra a destra, mentre le note impilate si suonano insieme.
- Simboli come h, p, b, / e \ cambiano la tecnica, non solo la nota.
- Molte tab aiutano con riff e accordi, ma il ritmo va spesso ricostruito ascoltando il brano.

Come leggere la griglia di base
La prima cosa da fissare è semplice: ogni riga della tablatura corrisponde a una corda della chitarra. La riga in alto indica il MI cantino e quella in basso il MI basso, quindi la lettura è visivamente “capovolta” rispetto a come hai la chitarra in mano. Io parto sempre da qui, perché quasi tutti gli errori dei principianti nascono da questo primo disallineamento.
Nell’accordatura standard, l’ordine delle corde è questo: MI cantino, SI, SOL, RE, LA, MI basso. Se il brano usa un’accordatura diversa, la tab di solito lo segnala all’inizio oppure lo lascia capire dal contesto sonoro. Se questa parte non è chiara, tutto il resto può sembrare giusto ma suonare male.
| Corda nella tab | Nota nella chitarra standard | Posizione reale |
|---|---|---|
| 1ª riga | MI cantino | Corda più sottile, in alto nella visuale della tab |
| 2ª riga | SI | Seconda corda dall’alto |
| 3ª riga | SOL | Corda centrale, spesso molto usata nei riff |
| 4ª riga | RE | Corda utile per power chord e linee di basso |
| 5ª riga | LA | Base frequente per accordi e riff rock |
| 6ª riga | MI basso | Corda più spessa, in basso nella tab |
Una volta capita la griglia, leggere la tablatura diventa molto più intuitivo. Il passo successivo è capire cosa fanno i numeri e come si combinano tra loro, perché lì sta il vero cuore della lettura.
I numeri ti dicono dove premere, non quanto forte
Il numero scritto sulla riga indica il tasto da premere su quella corda. Se vedi un 3 sulla quinta corda, devi premere il terzo tasto della quinta corda e pizzicare quella nota. Se vedi uno 0, invece, la corda va suonata a vuoto, senza premere nessun tasto.
Quando i numeri sono scritti uno sotto l’altro, vanno suonati insieme. Questo è il modo in cui la tab rappresenta gli accordi o le doppie note. Per esempio, se trovi tre numeri allineati verticalmente su corde diverse, stai davanti a una piccola forma armonica, non a tre note consecutive.
In pratica io distinguo sempre tre casi:
- numero singolo, che indica una nota isolata;
- numeri in fila orizzontale, che indicano una melodia o un riff;
- numeri impilati, che indicano note simultanee.
Qui conviene fare attenzione a un dettaglio che molti saltano: la tab non ti dice automaticamente con quale dito usare ogni nota. A volte lo suggerisce con il contesto, ma non è un obbligo del sistema. Per questo la diteggiatura va spesso dedotta dalla forma della mano e dalla velocità del passaggio.
Da qui entra in gioco la parte più interessante: i simboli tecnici, cioè tutto ciò che rende una tab non solo corretta, ma anche musicale.
I simboli più comuni che cambiano il suono
Le tablature moderne non si limitano a dirti quale tasto premere. Spesso indicano anche la tecnica da usare, ed è lì che molti principianti si fermano o leggono in modo incompleto. Io consiglio di imparare prima pochi simboli davvero frequenti: bastano per decifrare una grande quantità di riff e assoli.
| Simbolo | Significato | Cosa devi fare |
|---|---|---|
| h | Hammer-on | Suoni la prima nota e poi “martelli” la seconda con la mano sinistra, senza ripizzicare |
| p | Pull-off | Lasci andare la nota superiore in modo controllato per far emergere quella inferiore |
| b | Bending | Pieghi la corda per alzare l’intonazione della nota |
| / | Slide ascendente | Scivoli dal tasto di partenza a quello di arrivo senza staccare il dito |
| \ | Slide discendente | Scivoli verso un tasto più basso mantenendo il contatto con la corda |
| x | Nota muta o percussiva | Smorzi la corda per ottenere un suono secco e non definito |
| ~ | Vibrato | Applichi una lieve oscillazione al suono della nota |
Il punto non è imparare i simboli come una lista da memorizzare e basta. Il punto è riconoscere che h e p indicano una fraseggiatura diversa da note separate, mentre b e gli slide cambiano proprio il carattere del brano. Due tab con gli stessi tasti possono suonare in modo molto diverso se la tecnica non è la stessa.
Quando una tab usa questi segni con precisione, il brano diventa molto più vicino all’originale. Quando invece i simboli mancano, bisogna leggere con più attenzione il ritmo e ascoltare la registrazione, che è il tema della sezione successiva.
Il ritmo non è sempre scritto bene, quindi va ricostruito
Qui c’è il limite più importante delle tab: spesso spiegano quali note suonare, ma non sempre dicono in modo impeccabile quando suonarle. Alcune trascrizioni riportano il tempo, la misura e una spaziatura abbastanza utile; altre sono molto approssimative e vanno integrate con l’ascolto. Io considero questo il vero banco di prova tra una tab utile e una tab mediocre.
Le versioni migliori indicano anche metrica e battiti, così puoi capire se il brano è in 4/4, in 3/4 o in un altro schema ritmico. Quando questi dati mancano, conviene fare così:
- ascolta il brano una volta senza suonare;
- individua il punto d’attacco del riff o dell’accordo;
- segna mentalmente le pause;
- usa un metronomo per stabilire il tempo;
- controlla se la tab segue davvero le frasi musicali o solo l’andamento delle note.
Questo passaggio è decisivo soprattutto nei riff sincopati e nei soli veloci. Se leggi soltanto i numeri, ma ignori il respiro del brano, rischi di suonare le note giuste nel momento sbagliato. E a quel punto la sensazione è quella di “sapere la canzone” senza riuscire a farla suonare davvero bene.
Capito questo, vale la pena parlare degli errori più comuni: sono pochi, ma fanno perdere molto tempo.
Gli errori che bloccano più spesso chi inizia
Quando insegno a leggere le tab, vedo ripetersi sempre gli stessi scivoloni. Non sono errori teorici: sono errori pratici che fanno rallentare lo studio e rendono il brano più difficile di quanto sia davvero.
- Leggere dal basso verso l’alto, confondendo l’ordine delle corde.
- Ignorare l’accordatura e dare per scontato che tutto sia in standard tuning.
- Suonare ogni numero come nota separata, anche quando la tab mostra un accordo o una doppia nota.
- Trascurare i simboli e trasformare un fraseggio legato in una sequenza rigida.
- Provare il pezzo troppo veloce senza prima controllare precisione e timing.
- Confondere il feeling con la correttezza: suonare “simile” non significa suonare bene.
Il consiglio più utile che posso darti è molto concreto: se una frase non torna, non cambiare subito diteggiatura. Prima controlla corde, accordatura, simboli e ritmo. Nove volte su dieci, il problema è lì. E se la tab resta ambigua, ha senso confrontarla con l’audio o con una trascrizione più curata.
Questo porta alla domanda finale: le tab bastano da sole oppure conviene affiancarle ad altri strumenti di lettura?
Quando le tab bastano e quando serve qualcos’altro
Le tablature sono eccellenti per imparare riff, assoli, intro e linee melodiche sulla chitarra. Sono molto immediate e ti fanno entrare nel pezzo più velocemente di uno spartito tradizionale, soprattutto se stai lavorando su musica rock, pop, metal o blues. Però non sono sempre lo strumento migliore per tutto.
| Situazione | Le tab funzionano bene | Serve integrare con altro |
|---|---|---|
| Riff e intro | Sì, quasi sempre | Solo se il timing è molto complesso |
| Assoli | Sì, soprattutto per posizioni e diteggiature | Utile l’ascolto per fraseggio e vibrato |
| Accordi e accompagnamento | Sì, se la tab è ben scritta | Meglio affiancare simboli armonici o chart |
| Ritmi complessi | Solo in parte | Spartito o trascrizione ritmica aiutano molto |
| Studio musicale completo | Buon punto di partenza | Serve anche orecchio, teoria e timing |
La mia lettura è questa: la tab è una scorciatoia intelligente, non un sostituto universale. Ti dà direzione, ma non sempre ti dà tutto. Se vuoi suonare un brano con precisione, devi trattarla come una mappa da completare con l’ascolto, non come una verità assoluta.
A questo punto ha senso chiudere con un metodo pratico, perché leggere una tab bene è meno una questione di teoria e più una questione di procedura.
Il metodo più rapido per studiare una tab senza andare in confusione
Quando apro una nuova tablatura, seguo sempre una sequenza semplice. Non è elegante, ma funziona e riduce molto gli errori iniziali:
- controllo l’accordatura indicata o quella implicita;
- identifico la tonalità o almeno il punto di partenza del riff;
- leggo i simboli tecnici prima di suonare;
- divido il brano in blocchi brevi, non in una sola lettura continua;
- suono lentamente con l’audio originale o con un metronomo;
- solo dopo aumento la velocità.
Se vuoi imparare davvero a leggere le tab, questo approccio vale più di qualsiasi trucco rapido. Le tablature per chitarra diventano molto più chiare quando smetti di guardarle come una serie di numeri e inizi a leggerle come una frase musicale completa. È lì che il sistema smette di sembrare meccanico e inizia a diventare davvero utile.
Se tieni a mente corde, tasti, simboli e ritmo, le tab ti porteranno molto più lontano di quanto sembra all’inizio. La differenza non la fa la velocità con cui le leggi, ma la precisione con cui le trasformi in suono.
